Sviluppi riguardo a Operazione Pontus: la risposta del Dipartimento della Difesa irlandese alle nostre richieste di chiarimenti.

Sviluppi riguardo a Operazione Pontus: la risposta del Dipartimento della Difesa irlandese alle nostre richieste di chiarimenti.

Dopo la pubblicazione del nostro primo articolo riguardante Operazione Pontus (MOAS, Remote Medicine Global e l'Operazione Pontus), le nostre ricerche sono andate avanti per capire meglio il ruolo della Marina Militare irlandese nel Mediterraneo.

Il silenzio assordante del governo italiano sulla questione ci ha spinto a cercare di reperire informazioni altrove, coinvolgendo gli altri attori che recitano un ruolo in Operazione Pontus, ovvero Eunavfor Med Operazione Sophia, l'Irish Naval Service e il dipartimento della difesa irlandese.

Il Capitano Antonello de Renzis Sonnino, portavoce e capo delle relazioni con i media, ci ha tempestivamente comunicato che “la nave militare irlandese (L.É. William Butler Yeats di Operazione Pontus) non opera nel contesto della missione Eunavfor Med Operazione Sophia” e per questo motivo non è stato in grado di fornirci elementi specifici sul suo operato.

Anche il dipartimento della difesa irlandese si è mostrato molto disponibile fornendoci tutte le coordinate di Operazione Pontus, che ricordiamo essere un accordo bilaterale a "scopo umanitario” stipulato dal governo italiano e da quello irlandese.

Di seguito, riportiamo la fedele traduzione della dichiarazione a noi fornita dal dipartimento della difesa irlandese:

"L'invio delle navi dell’Irish Naval (Marina Militare Irlandese) per intraprendere attività di ricerca e salvataggio umanitario nel Mediterraneo è implementato nell'ambito di un accordo bilaterale con il governo italiano. L'accordo bilaterale è stato istituito per la prima volta nel maggio 2015 a seguito di una decisione del governo di inviare la nave militare irlandese L.É. Eithne nel Mediterraneo per aiutare le autorità italiane nella crisi dei migranti. L'istituzione dell'Operazione Pontus e gli accordi associati tra il governo italiano e quello irlandese precedono la nascita di Operazione Sophia, e sono stati una risposta immediata alla crisi umanitaria che si stava svolgendo. Questa iniziativa si sta ora allineando allo sforzo europeo multi-nazionale. Due ulteriori navi sono state schierate nel 2015, L.É. Niamh e L.É. Samuel Beckett. Durante il periodo da maggio a novembre 2015, nel Mediterraneo sono stati salvati complessivamente 8.592 persone da parte dei pattugliatori irlandesi nell'ambito dell'Operazione Pontus.

Nell'aprile del 2016, il governo (irlandese) ha approvato il ritorno delle navi dell’Irish Naval per intraprendere attività di ricerca e salvataggio umanitario nel Mediterraneo. In totale, tre navi sono state schierate durante il periodo maggio-dicembre 2016, L.É. Róisín, L.É. James Joyce e L.É. Samuel Beckett e un totale di 7.029 persone sono state salvate dalle stesse nel 2016.

All'inizio di quest'anno, il governo irlandese ha nuovamente approvato il ritorno delle navi dell’Irish Naval nel Mediterraneo nell'ambito dell'operazione Pontus. L.É. Eithne ha iniziato a pattugliare il 31 maggio 2017 e successivamente è stato sostituito da L.É. William Butler Yeats. Fino ad oggi sono stati effettuati 1.562 salvataggi.

Complessivamente 17.183 migranti sono stati salvati dalla flotta dell’Irish Naval Service, dispiegata per la prima volta nel Mediterraneo nel maggio 2015. Il coordinamento delle operazioni di ricerca e salvataggio e la conseguente fornitura di assistenza umanitaria, avviene grazie alla stretta collaborazione con le autorità italiane competenti.

L'Operazione Pontus è stata condotta nell'ambito di un accordo bilaterale, istituito ogni anno dal 2015 con il governo italiano. La convenzione bilaterale riguarda il dispiegamento e il funzionamento delle navi, e lo sbarco e l’accoglienza delle persone salvate e delle navi in difficoltà, conformemente alle convenzioni internazionali in materia di soccorso delle persone in difficoltà in mare.

Nel luglio del 2017, il Ministro della Difesa, Paul Kehoe T.D., ha assicurato l'approvazione del governo e del Dáil (il parlamento irlandese) del dispiegamento di un contingente permanente della Difesa per partecipare a EUNAVFOR MED - Operatione Sophia. Il trasferimento a Operazione Sophia comporterà il ridimensionamento della missione delle navi irlandesi del Naval Service, passando da operazioni umanitarie di ricerca e salvataggio a principalmente operazioni di sicurezza e di intercettazione.

Le navi dell’Irish Naval Service che operano nel Mediterraneo verranno trasferite a Operazione Sophia solo in seguito al completamento di un'adeguata preparazione.

Il Dipartimento della Difesa irlandese è stato molto chiaro ed esplicativo riguardo al suo ruolo in Operazione Pontus.

Quindi apprendiamo che l’Operazione Pontus è sicuramente un accordo bilaterale stipulato tra il governo italiano e quello irlandese, ancora prima degli accordi sanciti a livello europeo che hanno portato a Operazione Sophia, mostrando una certa continuità e contiguità con le attività sospese nell'ottobre 2014 di Mare Nostrum. Dal 2015, il suddetto accordo rinnova la sua efficacia annualmente e quindi possiamo affermare che sono coinvolti due governi italiani: quello presieduto da Matteo Renzi e il successivo presieduto da Paolo Gentiloni. L’Operazione Pontus, in contrapposizione netta con Operazione Sophia e con le direttive di Frontex, è stata sviluppata come operazione “umanitaria” di SAR, spesso in acque di competenza della Guardia Costiera libica. I migranti salvati sono stati sbarcati totalmente nei porti siciliani, nonostante le navi dell’Irish Naval Service abbiano fissato Malta come porto di attracco e supporto. Le operazioni di soccorso a cui partecipano le navi dell’Irish Naval Service sono coordinate dallo MRCC di Roma, come lo sono del resto le stesse a cui partecipano le ONG.

Il nostro governo continua a tacere in merito a Operazione Pontus, come del resto gli sbarchi delle navi irlandesi, che avvengono nei porti siciliani, non vengono trattati dalla stampa locale e nazionale come avviene di norma per quelli effettuati dalle ONG.

Onestamente non si capisce perché il governo italiano ha mantenuto un assoluto riserbo su una questione che riguarda l'interesse nazionale. Nello specifico, vorremmo chiedere al Presidente del Consiglio Gentiloni e al Ministro competente per la questione migratoria, Marco Minniti: quali sono le motivazioni che hanno spinto gli ultimi due governi alla non divulgazione di un accordo così rilevante? Che differenza c’è tra un’operazione SAR operata da una ONG e la stessa effettuata da un pattugliatore della marina militare irlandese, se il risultato resta comunque lo stesso? L’accordo bilaterale con il governo irlandese ha previsto un’allocazione di risorse per il suo sviluppo? Un governo "corretto" non dovrebbe essere assolutamente trasparente nei confronti dei propri cittadini su questioni di alta rilevanza come Operazione Pontus?