Francesca Totolo
Responsabile ufficio stampa ed esperta in comunicazione.

La verità sulla Siria (Le ONG-Prima Parte)

La verità sulla Siria (Le ONG-Prima Parte)

Le ONG che operano in Siria (The American Relief Coalition for Syria, Syria American Medical Society, The Syria Campaign e Syrian Expatriates Organization)

Premessa

Ci siamo chiesti perché la maggioranza dei rifugiati scappati dalla Siria provenisse dai territori occupati dai cosiddetti “ribelli moderati” e non dalle zone sotto il controllo del tanto attaccato “regime governativo di Assad”; ci siamo chiesti il perché del ritorno di molti civili sfollati ad Aleppo liberata dall’esercito governativo siriano (tra questi anche la famiglia del piccolo Omran Daqneesh); ci siamo chiesti il perché dei “liberi” festeggiamenti cristiani per la Pasqua nella chiesa principale e mezza abbattuta di Aleppo liberata; ci siamo chiesti il motivo per cui esistono solo condanne rivolte al “terribile regime di Assad” di una certa stampa internazionale e di ONG gestite a migliaia di kilometri dal suolo siriano, in primis Gran Bretagna e Stati Uniti; ci siamo chiesti il motivo dell’ambiguo intervento occidentale che sembra preferire la detronizzazione di Assad rispetto allo sradicamento del terrorismo di ISIS e al Qaeda.

Il nostro lavoro vuole rispondere a queste domande attraverso una ricerca sugli attori che recitano a vario modo in questo confuso teatro di guerra, analizzando le fonti che “riforniscono” i media occidentali e le ONG che a vario titolo operano “sul campo”.
Dopo esserci occupati delle fonti “siriane”, passiamo ad analizzare la moltitudine di ONG che “hanno invaso” la Siria dopo lo scoppio della guerra nel 2011.

Luca Donadel e Francesca Totolo

The American Relief Coalition for Syria (ARCS)

The American Relief Coalition for Syria è una coalizione composta da organizzazioni umanitarie “*laiche e non politiche siriane*” (fondate da siriani “fuggiti” dalla Siria, nella maggior parte dei casi prima del 2011) che forniscono sostegno in diversi ambiti all'interno della Siria, nonché assistenza e servizi ai profughi siriani nei paesi ospitanti limitrofi e negli Stati Uniti.

La missione principale di ARCS è la creazione e il coordinamento di un network di organizzazioni che dia “un impulso positivo verso il raggiungimento di un cambiamento strutturale in Siria e verso il conseguente benessere sociale dei cittadini”.[1]

The American Relief Coalition for Syria (ARCS): le cifre

L’ARCS ha una grossa influenza sull’opinione pubblica americana e di molti altri stati occidentali, grazie anche alle ingenti risorse di cui può disporre. Nel 2015 la sua attività può essere sintetizzata attraverso i seguenti dati:

  • I contributi dei donatori privati sono stati 51.900.000$, raggiungendo i 70.900.000$ con le sovvenzioni proveniente da enti pubblici e fondazioni.

  • Il numero di beneficiari stimato è di 5.690.000 di persone (4.170.000 all’interno della Siria).

  • I membri della coalizione operano in tutte le provincie della Siria, eccetto Tartus e Suwayda.

  • Le organizzazioni della coalizione hanno rappresentanti in 21 stati americani (Washington DC incluso).

  • I membri della coalizione provvedono a tutti i basilari bisogni dei rifugiati.

  • 119 scuole e 145 ospedali sono supportati in Siria dalle organizzazioni della coalizione.

The American Relief Coalition for Syria (ARCS): gli highlights del 2016

L’ARCS ha pianificato una serie di attività per migliorare e facilitare l’operato delle organizzazioni della coalizione, che ha successivamente sviluppato nel corso del 2016:

  • In coordinamento con la NonProfitReady (organizzazione che fornisce sostegno gratuito alle non-profit americane), AIRC ha creato un sito web di formazione online riservato alle organizzazioni associate allo scopo di insegnare i metodi migliori per accedere alle sovvenzioni pubbliche, l’uso corretto dei social media, i sistemi efficaci per la raccolta fondi, e le più vantaggiose pratiche finanziarie.[2]

  • Ha sviluppato un sistema di mappatura che consente ad ogni singolo membro di migliorare il coordinamento e la trasparenza dei propri donatori.

  • Ha creato una piattaforma online per i membri ARCS allo scopo di condividere informazioni e strategie efficienti, e di facilitare la comunicazione interna.

  • Ha portato una rappresentanza di ogni organizzazione membro della coalizione ai summit della Nazioni Unite per i rifugiati e ai meeting di “alto livello.

  • Ha organizzato incontri con rappresentanti ONU provenienti da Francia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti per descrivergli la situazione di emergenza di Aleppo e l’operato dei membri ARCS in Siria.

The American Relief Coalition for Syria (ARCS): le attività a supporto delle organizzazioni

Supporto operativo in Siria:[3]

  • Creazione di una coalizione capace di migliorare il coordinamento e il sostegno dei membri, e di aumentare l‘efficacia delle operazioni sul campo.

  • Realizzazione di metodi per un'efficace distribuzione degli aiuti e, quindi, per prevenire lacune e sovrapposizioni.

  • Essere garante affinché le scorte alimentari e non, le medicine e i dispositivi igienici siano consegnati anche all'interno di “aree occupate.

Advocacy:

  • Attività di sensibilizzazione verso tutti i livelli di governo, tra cui la Casa Bianca, il Dipartimento di Stato, il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le agenzie delle Nazioni Unite e il Congresso, a favore di una politica umanitaria consistente e efficace per la Siria.

  • Produzione di aggiornamenti dal campo sulle mancanze e sugli ostacoli a cui sono sottoposti i civili e le organizzazioni umanitarie all'interno della Siria.

  • Attività volte a favorire il coordinamento con altre coalizioni, incluse le coalizioni locali siriane.

  • Collaborazione con Oxfam America e con altre organizzazioni internazionali in materia di advocacy e di impegno informativo.

Impegno verso la comunità:

  • Lavorare con la comunità americana siriana e con i rifugiati siriani appena trasferiti negli Stati Uniti.

Costruzione di competenze all’interno della coalizione:

  • Attivazione di corsi formativi rivolti alle organizzazioni della coalizione su argomenti come le metodologie per accedere alle sovvenzioni pubbliche, l’uso corretto dei social media, le strategie per la raccolta fondi, e le tecniche finanziarie.

  • Produzione di materiali con l’obiettivo di sviluppare la capacità di coordinamento delle organizzazioni della coalizione verso altre ONG e verso le comunità locali, nonché di migliorare le opportunità di finanziamento e il coordinamento interorganizzativo.

  • Assistenza delle organizzazioni associate nella ricerca e nella richiesta di sovvenzioni per migliorare i propri programmi e le proprie iniziative.

The American Relief Coalition for Syria (ARCS): i comunicati stampa

Comunicato stampa per "spingere" i centri del potere americani e le Nazioni Unite all'attuazione delle tanto invocate "safe zone" in Siria.[4]

Comunicato stampa contro "New Refugee Executive Order" del presidente Trump, che diminuisce le quote di rifugiati ammessi annualmente negli USA.[5]

The American Relief Coalition for Syria (ARCS): il fondatore Zaher Sahloul

Fondatore di ARCS, presidente di Syrian American Medical Society (SAMS) e membro della Mosque Foundation, Zaher Sahloul è un professore associato presso la facoltà di medicina dell’università dell’Illinois, nonché medico specializzato in pneumologia e medicina d’urgenza.

Un articolo dell’Huffington Post dichiara: “dopo essere stati compagni alla facoltà di medicina, Bashar al-Assad e Zaher Sahloul hanno seguito percorsi piuttosto diversi: uno è diventato un criminale di guerra; l'altro, un attivista umanitario”.[6]

Tolti i panni di professore e medico, Zaher Sahloul si destreggia tra le diversi organizzazioni di cui è membro o presidente. Attivista osannato dai principali media occidentali, Sahloul ha periodicamente visitato gli ospedali di Aleppo Est (la zona della città all’epoca occupata dai “ribelli moderati”, ora liberata dall’esercito governativo) lanciando proclami e invettive contro il governo siriano di Assad, responsabile di ogni genere di nefandezza; nessuna denuncia invece è mai stata riservata ai gruppi terroristici copiosamente presenti in quella parte della città.

Ricordiamo che dopo la liberazione dai terroristi di Aleppo Est ad opera dell’esercito governativo di Assad, la maggioranza dei civili sfollati hanno fatto ritorno nelle loro case e la ricostruzione è già in corso.

Segue una piccola rassegna stampa riguardante le dichiarazioni di Zaher Sahloul:[7] [8] [9] [10] [11]





The American Relief Coalition for Syria (ARCS) e i social media

Come altre organizzazioni, The American Relief Coalition for Syria è molto attiva sui social media per incrementare ancora di più l’impatto della propria opera di sensibilizzazione e “propaganda”.[12]

(L'approfondimento "ONG e Migranti" sarà pubblicato a breve).



Syrian American Medical Society (SAMS)

La Syrian American Medical Society (SAMS) è un'organizzazione umanitaria e ==non politica== che presta soccorso medico alle popolazioni della Siria e dei paesi limitrofi con lo scopo di alleviare la sofferenza e salvare vite umane. SAMS offre orgogliosamente assistenza medica e trattamenti a tutti i pazienti in difficoltà.[13]

SAMS è membro di The American Relief Coalition for Syria.

La Syrian American Medical Society (SAMS) è stata fondata nel 1998 per fornire ai medici di origine siriana servizi di networking, formativi, culturali e professionali, nonché per facilitare le opportunità per i suoi membri di rimanere connessi alla Siria attraverso missioni mediche, conferenze e attività caritatevoli. L’organizzazione svolge annualmente conferenze nazionali e internazionali per fornire una piattaforma per lo scambio di idee e di pratiche mediche innovative, presentando ai membri i leader che operano in campo medico-umanitario e inoltre fornendo corsi di formazione e aggiornamento.

Quando il conflitto in Siria è iniziato nel 2011, SAMS ha ampliato notevolmente la sua attività per essere in grado di portare un tempestivo supporto capace di soddisfare le crescenti esigenze mediche della popolazione. Da allora, SAMS ha sostenuto l’assistenza sanitaria in tutta la Siria, finanziando ospedali e ambulanze da campo, addestrando e pagando gli stipendi del personale medico siriano. SAMS supporta anche i profughi siriani nei paesi vicini con un mirato sostegno psicosociale, assistenza medica e dentale, e programmi di art therapy.

La sede principale dell’organizzazione è a Washington ed è presente con uffici operativi in Giordania, Turchia, Libano e Siria. SAMS ha oltre 500 membri negli Stati Uniti, che guidano le 21 divisioni a livello nazionale; le attività del consiglio di amministrazione sono supervisionate da diversi comitati di volontariato e da personale dedicato.

Zaher Sahloul, fondatore di The American Relief Coalition for Syria, è il direttore della commissione “Global Response” di SAMS.

Syrian American Medical Society (SAMS): i finanziatori

La Syrian American Medical Society si dichiara organizzazione non politica, e quindi di conseguenza non soggetta a influenze esterne dettate dalle scelte in materia politica degli Stati Uniti. Scavando però nel bilancio 2015 di SAMS, si apprende che la stessa beneficia di ingenti sovvenzioni governative:[14]




Syrian American Medical Society (SAMS): dove e come opera in Siria

In Siria, SAMS gestisce oltre 100 centri medici che forniscono assistenza di medica generale e specialistica ai siriani in difficoltà. I programmi vanno dall'assistenza primaria a trattamenti più specializzati, allo scopo di fornire un sostegno terapeutico efficiente in Siria. SAMS supporta programmi sanitari in otto province (quasi esclusivamente territori occupati dai “ribelli moderati”, ora quasi totalmente liberati dall’esercito governativo di Assad).[15]

I progetti realizzati nel 2016 da SAMS:[16]




La storia del piccolo Omran Daqneesh è stata trattata nell'approfondimento La verità sulla Siria (Le fonti).

Syrian American Medical Society (SAMS): advocacy e media

Le varie attività di advocacy sono il centro focale dell'operato di SAMS.[17]


Campagne di advocacy di SAMS:

1)Save East Ghouta: campagna di sensibilizzazione a favore dei residenti di Ghouta Est, sobborgo orientale di Damasco occupato da ribelli e terroristi; lo scopo della campagna è quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dei governi la situazione di sofferenza a cui sono sottoposti gli abitanti locali a causa dell’assedio dell’esercito governativo di Assad.[18]

2)#AleppoIsBurning: campagna di sensibilizzazione creata con l’obiettivo di denunciare i bombardamenti dell’esercito governativo siriano e dell’aviazione russa che avevano come target gli ospedali di Aleppo Est. Inoltre la campagna è stata anche un’occasione di crowfunding per SAMS, per potere sostenere il principale ospedale locale.[19]

3)#WithSyria Campaign: campagna di sensibilizzazione “corale” a cui hanno partecipato 130 ONG attive in Siria: “Abbiamo invitato tutti i leader mondiali ad utilizzare il loro potere per garantire che il diritto internazionale in Siria sia rispettato e che gli attacchi contro i civili e contro le scuole, gli ospedali e i rifugi, siano fermati”. La coalizione di #WithSyria Campaign ha realizzato “In Reverse”, video che mostra gli effetti delle “barrel bombs” presuntuosamente lanciate dall’esercito siriano all’interno delle zone occupate, corredato da una lettera indirizzata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che lo invita a chiarire quanto prima a chi sia imputabile la responsabilità per tali attacchi indiscriminati.[20]

La coalizione ha rinnovato il suo “impegno” con “Turn the Lights Back On”, con la volontà di motivare i leader mondiali ad intraprendere azioni significative in Siria, come:

  • Aumentare lo sforzo umanitario;

  • Fermare gli attacchi sui civili;

  • Inserire come priorità, nei loro programmi istituzionali, una risoluzione politica della crisi siriana che tenga conto dei diritti umani.

Syrian American Medical Society (SAMS): partnership

Il coordinamento, la collaborazione e la partnership sono strumenti essenziali per evitare duplicazioni e sprechi, per aumentare le competenze e per soddisfare efficacemente le esigenze delle popolazioni locali siriane e dei rifugiati.
Per questa serie di motivi, SAMS collabora con numerose ONG locali siriane, ONG statunitensi, come Karam Foundation, Syria Relief & Development e SSF, ONG fondate da siriani emigrati come la Syrian Expatriates Medical Association e la Syria British Medical Society, ONG internazionali, come International Committee of the Red Cross, International Rescue Committee, e diverse agenzie delle Nazioni Unite.[21]

I partner si SAMS:

  • American Relief Coalition for Syria: trattata precedentemente.

  • #WithSyria Coalition: trattata precedentemente.

  • Syria Relief Network: SAMS è membro fondatore di questa coalizione composta da oltre 60 ONG siriane dislocate in diverse aree di emergenza. Gli obiettivi della coalizione sono quello di fornire advocacy, coordinamento e rappresentanza ai membri.

  • Safeguarding Healthcare Coalition: coalizione internazionale fondata con lo scopo di proteggere gli operatori sanitari in zone di conflitto. La coalizione comprende la Johns Hopkins Public Health Center, International Committee of the Red Cross, Physicians for Human Rights, World Medical Association e World Health Organization.

  • Polio Control Task Force: SAMS è membro fondatore di questa task force composta da 8 ONG siriane per rispondere alla ripresa di focolai di poliomelite nella Siria settentrionale.

  • InterAction: coalizione internazionale fondata a Washington e composta da 180 membri, spinti dalla volontà “di rendere il mondo un posto migliore”.

  • The Syria Campaign: trattata successivamente, ha sviluppato con SAMS il progetto “Medics Under Fire”.

  • NGO Forum: coalizione fondata a Gazientap in Turchia, composta da ONG operanti nel nord della Siria; NGO Forum è un organismo di coordinamento istituito per facilitare la condivisione delle informazioni e il coordinamento tra ONG che dalla Turchia meridionale operano in Siria settentrionale.

  • Syria INGO Regional Forum (SIRF): coalizione regionale composta da ONG internazionali, con sede ad Amman in Giordania; SIRF è stata fondata “per dare voce” alle organizzazioni che svolgono attività umanitarie in Siria.

  • CBRN-TF: SAMS è membro fondatore di questa task force che raccoglie esperienze in diversi ambiti come la chimica, la biologia, la radiologia e il nucleare, nata dopo “gli attacchi chimici” avvenuti in Siria; la task force coordina e organizza la formazione e la preparazione del personale medico e dei civili in caso di possibili attacchi con armi non convenzionali.

  • The Syrian NGO Alliance (SAN): fondata nel 2014 in Turchia per agevolare il coordinamento tra le diverse ONG che operano in Siria settentrionale e per amplificare la potenza dei messaggi provenienti dalle zone di guerra e diretti ai centri di potere mondiali; le ONG membri dell’alleanza sono sia siriane sia internazionali, e lavorano in coordinamento con diverse agenzie delle Nazioni Unite.

Syrian American Medical Society (SAMS): i meeting

World Humanitarian Summit, Maggio 2016.

Il 24 maggio 2016, SAMS ha organizzato un meeting a Istanbul, evento collaterale del World Humanitarian Summit. Al meeting hanno partecipato diverse ONG operanti in Siria come Syrian Relief Network, Syria Relief & Development, Union of Medical Care and Relief Organization (UOSSM) e Sawa for Development and Aid; il dottor Majd Isreb di SAMS ha inoltre presentato i progetti fondamentali dell’organizzazione ad una tavola rotonda tenuta durante il summit.[22]


From Medical Relief to Resilience and Recovery in the Syrian Crisis, Marzo 2016.

In collaborazione con il Ministero degli Esteri del Qatar, la Qatar Red Crescent (QRC), la Syrian Expatriate Medical Association (SEMA), i Physicians Across the Continent (PAC), la Sham Relief e la Siraj, SAMS ha presieduto il suo primo meeting internazionale dal titolo “Transitioning from Medical Relief to Resilience and Recovery in the Syrian Crisis”, nel Qatar durante il mese di marzo del 2016. Al meeting sono intervenuti anche rappresentanti delle Nazioni Unite.[23]


Syrian American Medical Society (SAMS): i social media

SAMS è molto attiva sui social media aumentando così la portata della sua attività di advocacy e della sua “propaganda antigovernativa”.[24]




The Syria Campaign

The Syria Campaign è un gruppo di supporto internazionale lanciato nel 2014 con la missione di mobilitare le persone in tutto il mondo per promuovere la difesa dei civili siriani ed accelerare i progressi verso un futuro pacifico e democratico per la Siria; è un'organizzazione senza scopo di lucro registrata come società nel Regno Unito.

I presupposti su cui è stato fondato The Syria Campaign sono:

  • I siriani, come persone in tutto il mondo, vogliono la loro libertà. Vogliono essere liberi dalla dittatura e liberi dall'estremismo.

  • Il regime di Bashar al-Assad è responsabile aver sedato con la violenza ogni rivolta pacifica e questo ha portato alla morte di oltre 450.000 persone e lo spostamento di oltre 12 milioni di cittadini siriani, oltre all’avere fatto emergere gruppi violenti ed estremisti come ISIS.

  • La maggioranza dei siriani non vuole né Assad né ISIS; vuole porre fine alla violenza e l’istituzione di una vera democratica Siria.

Gli strumenti utilizzati sono:

  • Materiali di comunicazione (propaganda), come ad esempio relazioni, infografici, video, che hanno la capacità di chiarire la complessità del conflitto e di focalizzare attenzione sulla situazione siriana.

  • Campagne su larga scala che facciano sentire le voci dei siriani e che forniscano una “visione veritiera” su quello che accade nel Paese.

The Syria Campaign “è fieramente indipendente e non ha mai accettato alcuna sovvenzione da parte di governi, società o chiunque sia direttamente coinvolto nel conflitto siriano; questo permette di avere piena autonomia per sostenere tutto ciò che serve per salvare vite umane”. E affermano: “Non siamo legati a nessun gruppo politico in Siria o in nessun altro luogo. Noi sosteniamo diritti e libertà umani universalmente condivisi. Sosteniamo le aspirazioni dei siriani di vivere in un paese che rispetti quei diritti e dove persone di diversi ambiti di provenienza, di diverse culture e di diverse fedi religiose vivano in pace tra di loro. Critichiamo chiunque violerà i diritti umani, a prescindere dalla parte in cui si dovessero trovare”.

Il team di The Syria Campaign è formato da attivisti ed esperti di comunicazione siriani e internazionali che hanno lavorato e lavorano in altre organizzazioni non governative come Oxfam e Greenpeace, organizzazioni governative come l'ONU, e media occidentali come la BBC.

Tra i membri del consiglio di amministrazione troviamo:

  • Ben Stewart, è un giornalista e attivista britannico, oltre che responsabile della comunicazione di Greenpeace nel Regno Unito.

  • Sawsan Asfari, cittadina britannica con origini siriane e moglie di Ayman Asfari (presidente della Petrofac, multinazionale britannica che opera nel campo petrolifero e in quello del gas); ha fondato con il marito l’Asfari Foundation (principale finanziatrice anche di Syria Deeply, trattata nell'approfondimento La verità sulla Siria (Le fonti)).

  • Tim Dixon, è un avvocato, economista, giornalista e “chief speechwriter” di due ex Premier britannici (ovvero il professionista a capo dello staff autorale) oltre che co-fondatore e direttore di Purpose Europe (che sarà trattata in un prossimo approfondimento).

  • Lina Sergie, cittadina americana di origini siriane, è co-fondatrice della Karam Foundation (che sarà trattata in un prossimo approfondimento).

Nessuno dei membri sopra elencati vive in Siria; sono tutti cittadini britannici o americani; alcuni hanno fondato proprie fondazioni operanti in Siria e/o hanno degli interessi economici in medio-oriente. Asfari Foundation e Karam Foundation hanno contribuito generosamente alla fondazione di The Syria Campaign attraverso ingenti donazioni. Ricordiamo che Ayman Asfari è tra i principali finanziatori del Partito Conservatore britannico e nel mese di maggio è stato interrogato dal “Serious Fraud Office” a proposito dell’inchiesta su Unaoil.[25]

The Syria Campaign è il principale sostenitore degli White Helmets e del loro operato in Siria; l’organizzazione sostiene i “premi Oscar” tramite copiose campagne di sensibilizzazione e una capillare azione di propaganda mediatica in occidente. Entrambe le organizzazioni sono finanziate da USAID, agenzia governativa americana per lo sviluppo internazionale.[26] [27]

I legami tra White Helmets, The Syria Campaign, Purpose Inc, Avaaz e USAID verranno trattati nei successivi approfondimenti.

The Syria Campaign sui social media

The Syria Campaign è molto attiva sui social media; per la notevole quantità di "post" a sostegno degli White Helmets, sembra veramente essere il loro "social media manager".[28]




La figura di Rami Jarrah di ANA PRESS è stata trattata nell'approfondimento La verità sulla Siria (Le fonti).

La storia del piccolo Omran Daqneesh è stata trattata nell'approfondimento La verità sulla Siria (Le fonti).

Le campagne di The Syria Campaign

1)AdsForDictators.
Nel 2014, The Syria Campaign lancia la sua prima campagna per silenziare” la campagna elettorale e le informazioni connesse all'elezione presidenziale siriana del giugno dello stesso anno; l’organizzazione, tramite una petizione, diversi video su YouTube e il sito web “AdsForDictators.org”, ha fatto pressioni su Facebook per rimuovere dal social network pubblicità e campagna elettorale “a pagamento” riguardante le elezioni siriane.

"Accettando soldi per i post pubblicitari, Facebook ha fornito una piattaforma per la propaganda di un regime che è stato al centro di uno dei conflitti più brutali del mondo“ ha dichiarato Anna Nolan di The Syria Campaign.

Un portavoce di Facebook, la nota piattaforma social, ha replicato: “Abbiamo sempre tenuto conto di tutte le sanzioni imposte alla Siria e non permettiamo infatti questo tipo di annunci” chiarendo che la creazione di account è un’operazione gratuita e “che Facebook consente in generale ai leader politici e ai Capi di Stato di mantenere una presenza sulla propria piattaforma, indipendentemente dalla loro posizione. Le reti social media preferiscono non decidere quali leader meritano e quali non meritano la possibilità di avere una presenza sui loro siti”.[29] [30]

2)Break the Sieges.
Lanciata in contemporanea con #OperationMadaya (campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale a proposito “dell’assedio imposto dal governo siriano” nella città di Madaya, nelle vicinanze di Damasco, e nata in seguito alle denunce di Medici senza Frontiere), Break the Sieges è una campagna di sensibilizzazione promossa da The Syria Campaign contro gli “assedi del governo” in molti territori siriani “dove la fame viene utilizzata come arma di guerra; l’organizzazione parla di 48 “comunità assediate” (quasi un milione di civili) solo nella provincia di Idlib.

"Vogliamo rompere il silenzio intorno agli assedi in Siria e spingere le Nazioni Unite ad intervenire per salvare i civili“ ha dichiarato James Sadri di The Syria Campaign e continua: “Il regime, i ribelli moderati e l'ISIS sono tutti coinvolti nell'uso dell'assedio come arma, ma il regime di Assad è il maggiore responsabile del blocco degli aiuti ovvero del 99 per cento di coloro che vivono sotto assedio”.[31] [32]

Ricordiamo che i territori della provincia di Idlib a quel tempo erano occupati dai cosiddetti “ribelli moderati”; l’esercito governativo cercava di liberare tali territori per sconfiggere le organizzazioni terroristiche e quindi renderli sicuri per i civili.

3)Save Aleppo: urgent phone-in to Russian Embassies.
Campagna promossa nel novembre 2016 da The Syria Campaign con lo scopo di spingere la Russia a colloqui “diplomatici” per avviare una “transizione pacifica” verso un nuovo governo siriano, prima che Aleppo sia “cleansed (ossia “spazzata via” dalle operazioni militari dell’esercito di Assad che poco dopo hanno comunque portato alla liberazione della città; migliaia di rifugiati hanno fatto successivamente ritorno nella “cleansed” Aleppo liberata dall'occupazione dei “ribelli moderati”, caldeggiati da The Syria Campaign come “salvatori della Siria”).[33]

Il termine “cleansed” prende spunto da un articolo del “sempre sopra le partiMirror.[34]

Bashar Al-Jaafari, membro permanente siriano alle Nazioni Unite, ha esposto la realtà dei fatti a proposito dell’assedio in Siria; i responsabili delle sofferenze del popolo siriano sono le sanzioni economiche imposte dalle Nazioni Uniti e gruppi terroristici provenienti da Turchia, Libano, Giordania e Iraq.

Syrian Expatriates Organization

La Syrian Expatriates Organization (SEO) è un’organizzazione non governativa siriano-americana con sede a Washington, composta da siriani e da loro sostenitori occidentali con l’obiettivo di sostenere la società civile della Siria attraverso aiuti umanitari nel breve termine, e assistenza per progetti a lungo termine “per sviluppare una Siria libera, democratica e prospera”.

SEO fa parte di American Relief Coalition for Syria (trattata precedentemente).

Nel 2015, il consiglio di amministrazione di SEO decide di focalizzare la sua attività sulla “costruzione” delle capacità organizzative dei “Consigli Locali Civili Siriani” e sul supporto a determinate organizzazioni operanti in zone di guerra.[35]

La Syrian Expatriates Organization collabora con la Halab Today TV nella produzione di una serie di documentari che testimoniano il suo operato in Siria. Da quello che si apprende dal suo sito internet e dalla sua pagina Facebook, la Halab Today TV è un canale televisivo in lingua araba che riporta l’operato dei cosiddetti “ribelli moderati” e le azioni militari delle forze alleate guidate dall’esercito americano.
Alcune immagini tratte dalla loro pagina Facebook:[36] [37]



Syrian Expatriates Organization e i progetti in Siria

1)Capacity Development: “Local Councils” Capacity Building Project.
Partendo dal presupposto che i “Local Councils” siano i punti nevralgici su cui si basa la vita della popolazione siriana, SEO cerca di sviluppare le capacità dei singoli per formare i “futuri leader locali ed esperti manager” oltre ad apportare risorse umanitarie. Lo scopo dichiarato è quello di “aumentare la legittimazione dei ‘Local Councils’ attraverso l’incremento di servizi efficienti offerti e la ricostruzione dell’ordine civile, per trasformarli in luoghi vivibili capaci di attirare anche i connazionali sfollati”.
La priorità di questo progetto è quella di “costruire le competenze individuali nei Local Councils” formando leader e manager che possano quindi guidare la popolazione verso un “governo democratico”.[38]

SEO, per raggiungere i suoi obiettivi, ha realizzato due partnership con organizzazioni che operano in Siria: Marifah e Afaq Academy.[39] [40] [41]
Sono entrambe organizzazioni con sede a Gaziantep in Turchia (ricordiamo che la medesima città turca ospita la sede del Syrian Media Incubator, ONG finanziata da Canal France International del Ministero degli Esteri francese che sovvenziona l’Aleppo Media Centre, trattato nell'approfondimento La verità sulla Siria (Le fonti)).
Le organizzazioni si occupano di formazione ed educazione, e operano in Siria con SEO nella zona di Ghouta (roccaforte dei ribelli e teatro del poi smentito attacco del 2013 con armi chimiche dell’esercito governativo siriano).


2)Capacity Development: Telemedicine Project.
L’obiettivo è quello di migliorare la fornitura di assistenza sanitaria negli ospedali da campo in aree definite “sotto assedio” (cioè occupate dai ribelli/terroristi).
SEO si avvale della collaborazione di medici americani, che forniscono interventi diretti, educazione e formazione agli operatori locali.[38:1]

3)Education: Kelli High School Project.
La scuola di Kelli inizia la sua attività nel 2013, operando anche nei villaggi limitrofi. Il progetto nasce per supplire alla mancanza di una struttura per gli studenti delle scuole medie e sostiene i giovani anche con un supporto psicologico mirato, con l’obiettivo di “creare un futuro democratico in Siria”.

La Kelli High School adotta il programma educativo dettato dal cosiddetto “Syrian Interim Government’s” ed è una struttura riconosciuta dal “Idlib Local Council Education Office” gestito dai ribelli siriani (ricordiamo che prima dello scoppio della guerra, la Siria aveva un sistema scolastico eccellente che teneva anche conto delle differenti confessioni degli studenti; il livello di alfabetizzazione era superiore al 90%).[38:2]

Il bilancio di Syrian Expatriates Organization

I dati si riferiscono al bilancio 2015.[38:3]

Eventi “americani” di Syrian Expatriates Organization

SEO è un’organizzazione con sede a Washington e organizza diversi eventi volti alla raccolta fondi in diverse città americane.[42]

SEO ha istituito un comitato ad hoc per sensibilizzare e informare gli esponenti politici americani a proposito della questione siriana.[43]


Riflessioni sulle organizzazioni trattate

Alcune peculiarità legano e accomunano le organizzazioni trattate in questo approfondimento:

  • Sono tutte registrate in Gran Bretagna e Stati Uniti e fondate da siriani emigrati; le organizzazioni “da lontano” coordinano i propri progetti in Siria, spesso supportando piccole associazioni locali.

  • Il governo americano e quello britannico sostengono attivamente tali organizzazioni attraverso sostanziose sovvenzioni. Inoltre diversi esponenti delle suddette istituzioni governative partecipano alle conferenze e ai convegni organizzati dalle ONG in esame; spesso le tesi esposte durante lo svolgimento di questi eventi vengono utilizzate dai decisori politici come “spunti informativi” per proporre poi strategie e azioni in tema di politica estera riguardante la difficile situazione siriana.

  • Sono state fondate dopo lo scoppio della guerra in Siria o hanno ridimensionato le proprie attività aumentando notevolmente l’operato svolto “a favore” della popolazione siriana.

  • Le organizzazioni hanno aumentato “tempestivamente e curiosamente” le campagne di sensibilizzazioni e advocacy (“propaganda”) nel momento in cui l’esercito governativo di Assad stava collezionando sul campo numerose vittorie liberando territori occupati dai cosiddetti “ribelli moderati” e dai gruppi terroristici.

  • Tutte le organizzazione sono chiaramente schierate contro il presidente siriano Assad, alcune in modo più velato e nascosto e altre in modo notevolmente più esplicito ed evidente.

  • La comunicazione è tra le funzioni più sfruttate dalle organizzazioni operanti in Siria. La propaganda mediatica e le relative pressioni su centri di potere occidentale sono sviluppate minuziosamente su larga scala e grazie a ingenti volumi di investimento. Il messaggio è sempre lo stesso: “la detronizzazione del presidente Assad”, figura demonizzata come padre di tutti i mali che avvengono in territorio siriano.

  • Nessuna campagna di sensibilizzazione o denuncia riguardante le atrocità commesse dai gruppi terroristici, è mai stata sviluppata dalle organizzazioni trattate; forse ISIS e al Qaeda non sono ritenute pericolose per l’incolumità del popolo siriano?

  • Ogni singola immagine pubblicata dalle organizzazioni, come materiale informativo sui relativi siti istituzionali e sulle pagine dei social media, raffigura bambini feriti e sofferenti, immagini espressamente e volutamente forti che sembrano avere un mero scopo propagandistico per aumentare l’impatto sensazionalistico e per muovere le coscienze.

  • Enormi sono le pressioni che ogni singola organizzazione esercita sulle diverse agenzie delle Nazioni Unite attraverso lettere, comunicati stampa e petizioni.

  • I media mainstream occidentali sembrano essere diventati l’ultimo tassello nella filiera della comunicazione delle organizzazioni che operano in Siria; ==CNN, The Guardian, BBC e Huffington Post== sono in prima linea nel pubblicare materiale fornito dalle ONG e nel “santificarle” per il loro “esemplare” operato.

  • Le organizzazioni operano soprattutto in zone occupate dai cosiddetti “ribelli moderati”, luoghi in cui è nota la presenza di diversi gruppi terroristici, in cui quindi presenze esterne ed “occidentali” non sono ben tollerate (ricordiamo le diverse esecuzioni e i numerosi rapimenti avvenuti a danno di giornalisti e cooperanti che ha portato ad un totale abbandono di quelle zone); come riescono quindi tali organizzazioni ad operare senza aver mai subito nessun tipo di “incidente”?



Fonti


  1. (http://www.arcsyria.org/content/about-us-0) ↩︎

  2. (https://www.nonprofitready.org/about-us) ↩︎

  3. (http://www.arcsyria.org/content/what-we-do) ↩︎

  4. (http://www.arcsyria.org/sites/default/files/ARCS Safe Zones Press Release.pdf) ↩︎

  5. (http://www.arcsyria.org/sites/default/files/New Syrian Refugee EO ARCS Press Release.pdf) ↩︎

  6. (http://www.huffingtonpost.com/danny-postel/syrias-medical-and-humani_b_10132838.html) ↩︎

  7. (https://newrepublic.com/article/119087/aleppo-hospital-photos-inside-syrias-civil-war) ↩︎

  8. (https://www.theguardian.com/commentisfree/2016/nov/09/doctor-aleppo-hospital-underground-safety-resources) ↩︎

  9. (http://edition.cnn.com/videos/world/2016/10/02/aleppo-humanitarian-crisis-zaher-sahloul-cnni.cnn) ↩︎

  10. (http://www.aljazeera.com/news/2016/10/aleppo-hospital-raid-assad-classmate-speaks-161002082542610.html) ↩︎

  11. (https://www.theglobeandmail.com/opinion/will-syrias-children-ever-be-able-to-breathe/article34641371/) ↩︎

  12. (https://www.facebook.com/ARCSyria/?ref=br_rs) ↩︎

  13. (https://www.sams-usa.net/who-we-are/) ↩︎

  14. (https://www.sams-usa.net/wp-content/uploads/2016/10/2015-FINANCIAL-STATEMENTS.pdf) ↩︎

  15. (https://www.sams-usa.net/syria/) ↩︎

  16. (https://foundation.sams-usa.net/wp-content/uploads/2017/04/SAMS-annual-2016-07.pdf) ↩︎

  17. (https://foundation.sams-usa.net/wp-content/uploads/2017/04/SAMS-annual-2016-07.pdf) ↩︎

  18. (https://www.sams-usa.net/campaign/save-east-ghouta/) ↩︎

  19. (https://www.sams-usa.net/campaign/save-aleppo-fund/) ↩︎

  20. (https://www.sams-usa.net/campaign/withsyria-campaign/) ↩︎

  21. (https://www.sams-usa.net/partners/) ↩︎

  22. (https://www.sams-usa.net/world-humanitarian-summit/) ↩︎

  23. (https://www.sams-usa.net/qatar-conference/) ↩︎

  24. (https://www.facebook.com/SyrianAmericanMedicalSociety) ↩︎

  25. (https://www.theguardian.com/business/2017/may/12/conservative-tory-donor-ayman-asfari-questioned-serious-fraud-office-petrofac) ↩︎

  26. (http://www.globalresearch.ca/white-helmets-new-breed-of-mercenaries-and-propagandists-disguised-as-humanitarians-in-syria/5473381) ↩︎

  27. (https://thesyriacampaign.org/) ↩︎

  28. (https://www.facebook.com/TheSyriaCampaign/) ↩︎

  29. (http://edition.cnn.com/2014/06/03/tech/social-media/syrian-president-facebook-page/) ↩︎

  30. (https://adsfordictators.tumblr.com/) ↩︎

  31. (https://www.newsdeeply.com/syria/community/2016/01/14/breaking-the-siege-qa-with-the-syria-campaign) ↩︎

  32. (https://breakthesieges.org/en) ↩︎

  33. (https://diary.thesyriacampaign.org/save-aleppo-urgent-phone-russian-embassies/) ↩︎

  34. (http://www.mirror.co.uk/news/world-news/no-mercy-children-assad-vows-9046927) ↩︎

  35. (http://syrian-expatriates.org/) ↩︎

  36. (https://www.facebook.com/HalabTodayTV/) ↩︎

  37. (https://www.halabtoday.org/) ↩︎

  38. (http://syrian-expatriates.org/archived-annual-reports/annual_report_2015.pdf) ↩︎ ↩︎ ↩︎ ↩︎

  39. (http://marifah.co/) ↩︎

  40. (https://www.facebook.com/Marifah2016/) ↩︎

  41. (https://www.facebook.com/pg/AfaqAcademy/about/?ref=page_internal) ↩︎

  42. (http://syrian-expatriates.org/get-involved/events/past-events/) ↩︎

  43. (http://syrian-expatriates.org/archived-annual-reports/Syrian_Expatriates_Annual_Report_v9-1.pdf) ↩︎