Francesca Totolo
Responsabile ufficio stampa ed esperta in comunicazione.

MOAS, Remote Medicine Global e l'Operazione Pontus

MOAS, Remote Medicine Global e l'Operazione Pontus

Saranno soltanto coincedenze?

Abbiamo già analizzato in un precedente approfondimento l’organizzazione non governativa Migrant Offshore Aid Station, ovvero il MOAS (ANALISI ONG NEL MEDITERRANEO), mettendone in luce l’attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, il ruolo dei fondatori (Christopher e Regina Catrambone), una marcata mancanza di trasparenza finanziaria lamentata da più parti (ad oggi il bilancio del 2016 non è ancora stato pubblicato) e diverse zone d’ombra riguardanti i responsabili dell’organizzazione, i rapporti mai chiariti con il filantropo George Soros e la sua Avaaz, i fondi raccolti dalla ONG stessa poi reinvestiti nella società Tangiers Group dei Catrambone (come evidenziato dai dati dei bilanci 2014/2015), alcuni salvataggi “poco chiari” documentati da immagini apparse su un quotidiano maltese, e la “poco motivata” fine della collaborazione con Emergency (trattata nell'approfondimento ANALISI ONG NEL MEDITERRANEO: SECONDA PARTE).[1] [2]

Dopo l’uscita di scena di Emergency a causa di non meglio specificati “motivi economici”, il MOAS aveva sviluppato una partnership con la Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per quanto riguardava i servizi medico-sanitari sulle navi adibite al salvataggio dei migranti davanti alle coste libiche. [3]

Prima della stagione primaverile scorsa però il MOAS ha assunto una nuova società, la Remote Medicine Global.[4]

La Remote Medicine Global è una società “irlandese” specializzata nel fornire ai clienti personale sanitario e medico pronto ad operare in zone remote ed è anche formato riguardo alle procedure da seguire durante la navigazione marittima. Il contratto tra la Remote Medicine Global e il MOAS è stato siglato presumibilmente per il periodo che comprende la primavera e l’estate del 2017, come documentato dalla massiccia campagna di ricerca di personale destinato alle attività di salvataggio nel Mediterraneo avvenuta tramite diversi annunci pubblicati su Facebook dalla società.[5]

Curiosamente la società irlandese ha cambiato denominazione nel marzo 2017, passando da Remote Medicine Ireland a Remote Medicine Global, proprio in concomitanza con l’ingaggio del MOAS. Inoltre, nella sezione “clients” della società troviamo solo un altro cliente, la Compass Mentis, società di risk management della quale in rete non si trova nulla.

L’Irlanda compare in questo periodo anche in un'altra vicenda poco “chiara”. Nelle settimane scorse diversi “salvataggi” di migranti sono stati effettuati nella zona ad est di Tripoli, nei pressi di Gasr Garabulli (prima avvenivano a ovest vicino a Zuwārah) da una nave della marina militare irlandese, la LÉ William Butler Yeats. Lo scorso 10 agosto, la stessa ha salvato e condotto in Sicilia 149 presunti richiedenti asilo e precedentemente altri 109. La missione della marina militare irlandese rientra in “Operazione Pontus”, un patto bilaterale stilato nel 2015 che coinvolge il governo italiano e quello irlandese, indipendente dalle norme europee di Frontex e quindi da “Operazione Sophia”. Paradossalmente nei siti istituzionali italiani non si trova nulla di Pontus a differenza di quelli del governo di Dublino dove gli è stato concesso ampio spazio. Nemmeno i diversi media italiani, che si occupano quotidianamente della conta degli sbarchi sulle coste siciliane, hanno dato notizie dei due salvataggi avvenuti, contrariamente ai maggiori organi di stampa irlandesi.[6] [7] [8] [9] [10]





La nave militare della marina irlandese ha usato come porto logistico di appoggio quello di Malta, lo stesso utilizzato dalle navi del MOAS, come testimoniato da un operatore medico del Remote Medicine Global impegato sulla nave dell'organizzazione non governativa.[11]

Il filo conduttore che lega queste nuove rivelazioni è l’Irlanda: da una parte troviamo il MOAS che “assume” come supporto medico-sanitario una società, decisamente poco nota, irlandese che sembra essere stata creata “ad hoc” visto che nulla si trova a proposito del suo passato operato, e dall’altra, troviamo un pattugliatore della marina militare irlandese che si spinge ben oltre i limiti di SAR definiti da Frontex per effettuare salvataggi di migranti, utilizzando Malta come porto logistico mentre delega all’Italia l’onore dell’accoglienza.
Tutto questo sarà una coincidenza dettata dal caso?

E soprattutto: perché l’operazione Pontus non è mai stata resa nota all’opinione pubblica dal governo italiano? Di chi sono le firme in calce che hanno stabilito questo accordo bilaterale tra Italia e Irlanda? Perché la stampa nazionale, così attenta alla questione migranti, non ha mai documentato i salvataggi effettuati dalla nave militare irlandese?


Fonti:


  1. (http://www.emergency.it/comunicati-stampa/conclusa-la-collaborazione-tra-emergency-e-moas.html) ↩︎

  2. (https://www.timesofmalta.com/articles/view/20150308/local/MOAS-reels-in-warzone-icon-to-boost-operation.558889) ↩︎

  3. (http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/513391/Soccorso-migranti-conclusa-la-collaborazione-tra-Moas-ed-Emergency) ↩︎

  4. (http://remotemedicine.ie/about-us/) ↩︎

  5. (https://www.facebook.com/Remote.Medicine.Global/posts/1397764846933968) ↩︎

  6. (http://www.military.ie/press-office/news-and-events/single-view/article/sunday-30-july-2017-le-william-butler-yeats-conducts-first-search-and-rescue-operation/?cHash=bbb979ecd57f2d864c013befcff02123) ↩︎

  7. (http://www.defence.ie/WebSite.nsf/Document+ID/703F84D5FB464A6380257E850034C23A?openDocument) ↩︎

  8. (https://www.irishtimes.com/news/ireland/irish-news/irish-navy-to-join-eu-migrant-search-and-rescue-operation-1.3148771) ↩︎

  9. (http://www.bbc.com/news/world-europe-40773306) ↩︎

  10. (http://www.independent.ie/irish-news/l-william-butler-yeats-rescues-149-people-from-a-rubber-dingy-off-the-coast-of-libya-36022559.html) ↩︎

  11. (https://www.facebook.com/pg/irishnavalservice/reviews/?ref=page_internal) ↩︎